Parco EST delle cave : ieri e oggi

Parco delle cave di Cernusco (file pdf  1.8 MB ,  documento del 2006)
di Arnaldo Brusetti e Giorgio Redaelli

Il presente documento è stato redatto nel   2006 . Il testo e le illustrazioni sono state ottenute dai canali informativi di pubblico dominio.
La città di Cernusco sul Naviglio è situata nella zona a Nord-Est della città di Milano; occupa una superficie di 13,3 kmq, di cui circa 6,4 risultano urbanizzati (aggiornamento Misure – anno 2006); l’espansione prevista dal piano regolatore ammontava a 1,3 kmq, al netto delle varianti e dei Piani integrati di intervento, per un totale urbanizzabile pari al 60% del territorio.


A Nord Ovest della città si trova un’ampia area non urbanizzata di circa 3,3 kmq; di questa fanno parte aree interessate dall’istituendo “parco locale di interesse sovracomunale” (PLIS) denominato “Parco Est delle Cave”, per un’estensione inizialmente pari a 1,2 kmq, di cui, al momento, solo 300,000 mq risultano deliberati. L’ampliamento dell’area destinata al Parco fino alla consistenza prevista in origine costituisce uno degli obiettivi cui l’attuale Amministrazione comunale si è impegnata.
Il Parco delle Cave (dal sito web della Provincia di Milano) Comuni coinvolti Brugherio, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone
Superficie ettari 573 circa
Descrizione: Lo sviluppo urbanistico ha ridotto il tessuto agrario a poche “isole” e modificato, se non cancellato, i segni del reticolo irriguo e della infrastrutturazione rurale. Vi hanno trovato naturale insediamento numerose cave ancora attive.
Situazione: I Sindaci dei Comuni coinvolti hanno sottoscritto nel novembre 2006 il perimetro del Plis, Vimodrone completerà a breve l’iter con l’approvazione definitiva della variante urbanistica, Cernusco sul Naviglio aveva indicato un’area limitata come valore di avvio al processo di consolidamento dell’istituto del Parco.
Illustrazione 2: Il PLIS Est delle Cave, con i parchi più prossimi

Adiacenze del Parco Nord Ovest
Ovest: Cologno Monzese
Nord: Brugherio, Carugate
Est, Sud: Cernusco sul Naviglio

Descrizione delle aree
L’area comprende aree a diversa vocazione, caratterizzate da un diverso grado di interazione con l’attività umana.
Aree di cava (colore azzurro)
1: l’area è in fase avanzata di sfruttamento, contiene i macchinari per la lavorazione dei materiali (ad elevata emissione sonora); l’area più a Sud è esaurita da anni ed attende il recupero paesaggistico (tempi e modi incerti)
2: l’area, da utilizzo agricolo, è stata di recente recintata ed è iniziata la fase di scavo per sfruttamento estrattivo. Da notare i seguenti elementi: adiacenza con testa di fontanile, bosco di superficie maggiore di 20 ha (vedi area 6), interesse paesaggistico, integrazione nell’area del PLIS Parco delle cave
3: l’escavazione ha quasi esaurito l’area disponibile; una parte limitata dell’area (zona SE) è stata oggetto di recupero ambientale
Aree destinate a verde agricolo (colore verde)
4: l’area è utilizzata per colture varie (mais, cereali, foraggi, ortaggi); recentemente sono state installate strutture fisse per la coltivazione di ortaggi in serra
5:’area è utilizzata per colture varie (mais, cereali, foraggi, ortaggi) A livello irriguo, le aree sono alimentate da canalizzazioni derivate dal consorzio Villoresi, tuttora attive, in particolare nel periodo estivo. Tutte le aree sono caratterizzate dal paesaggio tipico della pianura padana, con tratturi ad uso agricolo, spesso orlati da filari di alberi da fusto (pioppi, robinie, gelsi, . .. .). Le zone di confine con le aree di cava sono spesso lasciate a vegetazione spontanea; negli anni si sono formate aree di macchia con alberi, rovi e cespugli divenuti zona di rifugio per uccelli e piccoli mammiferi.

Aree di maggiore interesse ambientale (colore giallo)

6: l’area si estende per circa 20 ha e si caratterizza per la presenza del fontanile Lodi (detto comunemente fontanun), l’unico presente sul territorio di Cernusco, è già indicato sulla mappa catastale del 1721; l’abbassamento della falda, oggi profonda circa 15m, lo ha reso inattivo da tempo . E’ collegato con le opere di canalizzazione derivate dal Villoresi e viene saltuariamente riempito con acque irrigue eccedenti le necessità. L’umidità del micro-clima ha favorito lo sviluppo di un bosco, classificato come zona di ripopolamento faunistico di tipo A. Numerose e varie le specie arbustive, che costituiscono rifugio ed alimento per piccoli mammiferi e uccelli (vedi paragrafo dedicato alla fauna). Sentieri lo attraversano in senso longitudinale e trasversale, collegandolo con la rete di piccole strade che lo circondano.
Illustrazione 4: Dettaglio delle aree di maggior interesse naturalistico A Nord Est è presente un’area di circa 1 ha di vegetazione caratterizzata sia da rovi che da alberi da frutta selvatica (ciliegi, fichi, susini, more, lamponi, uva, noci), fonte di nutrimento durante tutti i periodi dell’anno per gli uccelli che qui sostano frequentemente.
La proprietà del bosco e del fontanile è interamente demaniale. Le aree circostanti fanno invece parte, secondo il PRG 2000, delle cosiddette “aree di scambio” acquistabili e cedibili al comune in cambio di volumetria edilizia. Queste aree non sono state oggetto di compravendita, nel processo di attuazione da parte degli operatori immobiliari e sono in sostanza classificabili come “verde agricolo privato”

Gli insediamenti
Nell’area sono presenti numerose cascine; alcune di esse presentano ancora il carattere diinsediamento rurale, mentre altre sono state trasformate in abitazioni residenziali.
a: cascina Visconta                b: cascina S.Maurizio c: cascina Battiloca
d: cascina Torrianetta           e: cascina Torriana                f: cascina Torriana Guerrina
Nei nomi e nelle caratteristiche emergono le origini storiche della città e in particolare delle antiche famiglie feudatarie dei Torriani e dei Visconti. Di particolare interesse architettonico la cascina Torriana, di origine trecentesca, presenta, oltre alla struttura muraria originale, interni ricchi di testimonianze e di affreschi di pregio, pur in avanzato stato di degrado. E’ stato di recente approvato un piano di trasformazione residenziale con vincolo di recupero integrale della struttura e degli interni.
g: quagliodromo – sede del “circolo del Forcello”, per l’addestramento dei cani da caccia, è punto di ritrovo e di svago frequentato, anche per la presenza di un vasto cortile-giardino, attrezzato con tavoli e dotato di circolo ricreativo e servizio di ristoro.
h: impianto di compostaggio – situato in una specie di “enclave” facente parte del territorio di Cologno Monzese, è sorto nell’anno 2002, come collettore dei rifiuti verdi e da giardino dei paesi vicini. Inizialmente contestato, prima dell’avviamento dell’attività dagli abitanti, allo stato attuale non reca disturbo, essendo dotato delle più moderne tecnologie per l’eliminazione degli effetti indesiderati.
i: isola ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti, situato in un’ex area di cava

Nuove costruzioni di edilizia residenziale

7: denominato PA2 secondo il PRG 2000
Cubatura: 48.000 mc.
In avanzato stato di realizzazione.
8: denominato PA3 secondo il PRG 2000
Cubatura: 120.000 mc.
Ne è stata approvata la realizzazione, ma non esiste ancora il piano particolareggiato  I nuovi insediamenti, oltre ad erodere le aree verdi, avvicinandosi pericolosamente alle aree di maggior pregio, creeranno imminenti problemi ad un sistema viabilistico già stressato nelle sue arterie interne.
La viabilità
Fin dagli anni ’90 esistono nel piano regolatore di Cernusco progetti per una strada di cintura, attraverso il territorio del parco, a completamento del sistema di tangenziali cittadino, denominata Gronda Nord.
Sulla reale utilità o nocività di tale opera sono stati scritti diversi documenti (fra cui Piani Urbani del Traffico), le cui conclusioni non sono unanimi; è facile comunque prevedere un incremento della pressione veicolare di attraversamento sul comparto di Cernusco, dato che la nuova arteria si troverebbe all’interno di una macro-area già congestionata, densa di centri commerciali, alternativa alla Tangenziale Est di Milano e in prossimità della barriera a pedaggio di Agrate. L’opera comprometterebbe pesantemente il valore paesaggistico-ambientale dell’area, la fruibilità da parte dei cittadini, l’esistenza del continuum fra parco e abitato; al momento non ci risulta sia stata condotta alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Fino ad oggi la strada è rimasta sulla carta, anche per l’opposizione di comitati cittadini che si sono attivati in opere di sensibilizzazione, raccolte di firme, petizioni. Recentemente, per effetto dei nuovi insediamenti residenziali e di importanti lavori di riqualificazione programmati per le strade di attraversamento cittadine, la costruzione della strada è tornata in auge, tanto da essere stata menzionata, durante la scorsa campagna elettorale, nei programmi di diverse parti politiche.
L’attuale amministrazione(2006)  intende procedere speditamente alla fase realizzativa. Abbandonata l’ipotesi della strada di grosso calibro lungo il confine Est-Sud del Parco, sta considerando un progetto alternativo di una strada di minore calibro, a servizio del traffico urbano, limitato alla zona Sud. Il percorso è previsto parzialmente in trincea, per mitigare l’impatto visivo; tuttavia appare inevitabile il passaggio a ridosso delle aree di maggior pregio, a causa dell’esiguità degli spazi residui. Rimangono da risolvere le modalità di accesso al parco e alle cascine, nonché gli strumenti di limitazione del probabile nuovo traffico di attraversamento. Lo stanziamento è già stato previsto in bilancio e si è proceduto alle modifiche del PRG necessarie per approntare il progetto esecutivo.

Illustrazione 5: Nuovi insediamenti e nuove strade
Tracciato nuova strada

Stato delle aree verdi
Se non si considerano le attività agricole, al momento la zona si può definire in uno stato di abbandono. Nei piani dell’amministrazione esistono piani di valorizzazione, ma al momento, anche per il numero di accessi non controllati, se pur limitato, vi sono parecchi punti di discarica abusiva, anche nelle aree di maggior pregio.
La presenza di aree scarsamente illuminate e di scarsa frequentazione favorisce anche la circolazione da parte di veicoli in orari notturni, per fini più o meno leciti.
Per i tratturi, l’installazione di ostacoli fissi per le autovetture, che lascino invece libero accesso ai mezzi agricoli sarebbe un semplice strumento per evitare questi fenomeni. Sarebbe inoltre da valutare la possibilità di prevedere sbarre automatiche per le strade secondarie di accesso alle proprietà. Per l’elevata area a verde, gli specchi d’acqua e lo scarso traffico, l’area si distingue per bassi livelli di inquinamento e di rumorosità, nonché per un microclima che favorisce le brezze locali e le temperature che d’estate sono sensibilmente inferiori a quelle
dell’agglomerato urbano

Fauna

Uccelli stanziali (365 giorni l’anno sul territorio) (36)

airone grigio
poiana
astore
ghepio
picchioverde
picchio rosso
trabuso
cigno bianco/nero
fringuello
verdone
verzellino
cardellino
tortora dal collare
tortora selvatica
merlo
cinciallegra
gazza ladra
cornacchia
passero
upupa
colombaccio
germano reale
gallinella d’acqua
passera scopaiola
capinera
fagiano
starna
piccione selvatico
gufo
barbagianni
civetta
folaga
martin pescatore
ghiandaia
ballerina grigia/gialla

Uccelli nidificatori – arrivano sul territorio, nidificano e poi emigrano (13)

usignolo
averla minore
allodola
corriere minore
storno
ortolano
torcicollo
pigliamosche
codirosso
quaglia
rondone
rondine
balestruccio

Uccelli che svernano nel territorio (8)

pettirosso
scricchiolo
cormorano
svasso minore
tuffetto
gabbiano
liu’
cinciarella
rigolo

Uccelli di passo (8)

viscarda
tordo bocciaccio
torso sassello
pavoncella
beccacce
culbianco
lucherino
codibrugnolo

Altri animali avvistati nella zona (anfibi e mammiferi) (12)

rane
rospi
salamandra nera maculata arancione
biacco
ramarro
orbettino
volpe
lepre
coniglio
riccio
donnola
ghiro

nido de falco gheppio sul traliccio Cava dei Pescatori

colombaccio in cova

buchi fatti dai picchi cava dei Pescatori

Arnaldo in osservazione e scoperta

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  1. ALESSANDRO SACCOMANI
    1 marzo 2012 alle 23:26

    tutto molto bello……ma chi si occuperà di gestire questi spazzi una volta aperti al pubblico ?? si dovrebbe pensare anche ad un piano per la salvaguardia. Io abito a Cernusco ed è il terzo anno che sono iscritto alla cava dei pescatori, un tempo già riqualificata…..C’è chi la apre c’è chi la chiude ma spesso è lasciata in balia di chi rovina le opere costruite al suo interno la sporca ecc. Purtroppo ciò che mi fà rabbia e che molti pescatori non hanno il minimo di riguardo per la flora e la fauna e non c’è mai nessuno a richiamarli. In tre anni ha raggiunto un tale livello di sporcizia sulle rive che mi chiedo per quanto la fauna possa resistere…fortunati i picchi che stanno la’ su in cima agli alberi, ma gli uccelli acquatici ?? le tartarughe che stanno invadendo e distruggendo la fauna autoctona ?? chi ci pensa ?? avete mai visto le tartarughe morire con gli ami in gola ed essere inermi nel non poterle salvare ?? Mio nonno mi ha insegnato a pescare e ad aver rispetto per l’ambiente. Passavo i pomeriggi nella cava Gaggiolo a pescare ed ascoltare i suoi racconti…allora si che c’erano i martin pescatori e l’acqua era molto più pulita. Le rive ?? verdi a volte impraticabili ma era natura ora sono quasi tutte spianate per far entrare i pescatori persino con la macchina, era bello farsi qualche graffio sulle gambe per raggiungere qualche spazio dove gettare le esche in acqua. Chi fà questi grossi piani di riqualificazione dovrebbe pensare anche ad un modo di gestione più accurato una volta finita l’opera.

  2. luciano
    17 dicembre 2013 alle 10:58

    caro alessandro… leggo il tuo il tuo articolo e mi salta all’occhio che sei deluso riguardo il mantenimento e pulizia all’interno della cava ,, ma sappi che purtroppo nessuno aiuta a mantenerla pulita , però sono tutti pronti a criticare ma non ad aiutare , pescatori compresi , ed non è assolutamente vero che non vengano ammoniti e più volte richiamati a un comportamento civile ,ricordandogli che ci vivono loro stessi nello sporco che producono ,,, più volte è stato chiesto di dedicare qualche ora tutti assieme per raccogliere i rifiuti ma purtroppo nessuno ci aiuta,, se non la solita persona ( stefano ) che dovrebbero ringraziare in quanto produce vero volontariato… ci fossero altre persone che aiutano non sarebbe meglio per tutti ? per tanto non direi che nessuno si interessi ,,,
    fatti vivo e saremo felici della tua collaborazione ..
    a presto…

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