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Meno mucche , meno centrali nucleari , piu’ cibo per tutti

30 aprile 2011

 

Ogni essere vivente, sia animale che  vegetale, per crescere e  vivere necessita di energia che assume  dall’alimentazione . La  catena alimentare( es: uomo mangia la mucca , la mucca mangia l’erba ) e’ un processo estremamente inefficiente : ad ogni passaggio l’energia convolta e’ pari a 10 volte rispetto a quella dell’anello inferiore , per cui per fare un  chilo di peso di un essere umano  servono  10 kg di mucca , ovvero 100 kg di vegetale.  Inoltre , l’energia indiretta coinvolta per le infrastrutture necessarie all’allevamento e distribuzione  (  per  trasporto animali , refrigerazione  delle carni , edifici per allevamento animali , mezzi agricoli , cure veterinarie , disboscamento per creare spazio  , ecc  ) assume  valori esorbitanti.

Con una semplice modifica delle nostre abitudini alimentari , riducendo il consumo di carne ad esempio, potremmo contribuire a consumare meno energia  , risparmiando  quanto prodotto  da  alcune centrali nucleari ,   con un enorme vantaggio  per la  salute , perche’ si ridurrebbe  l’ insorgenza  di patologie legate al  consumo eccessivo di proteine animali.

Sono state identificate delle  colture, ed altre sono in sperimentazione  , con un  alto contenuto proteico  che potrebbero essere utilizzate come alimentazione alternativa alla carne con innegabili vantaggi:

– meno energia sprecata
– piu’ salute e longevita’
– piu’ cibo per tutti , specie per i paesi poveri

Quello che mangiamo, si sa, ha dirette conseguenze sulla nostra salute.
Mangiare bene è dunque la prima regola per avere un corpo sano, ma se vi dicessero che è anche uno dei principi base per tutelate l’ambiente? Forse non ce ne accorgiamo o forse non ce lo siamo mai chiesto, ma tutti i pasti che consumiamo presentano, in misure diverse, un impatto ambientale. Questo è composto dalle varie fasi del ciclo di vita di ogni alimento, come l’estrazione o coltivazione e trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il confezionamento, il trasporto, la distribuzione, l’uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale. Proprio  per calcolare quanto pesa ogni alimento sul nostro Pianeta, il Barilla Center For Food e Nutrition ha quindi ideato il modello della doppia piramide alimentare. Di cosa si tratta? Tutti noi abbiamo presente, o quasi, la classica piramide alimentare che sinteticamente ci dice come adottare una dieta equilibrata. A questa Barilla ha aggiunto una seconda piramide che ci suggerisce invece una dieta che presenti il minimo impatto sull’ambiente. Dal modello si scopre che i prodotti in cima alla piramide classica (formaggi, uova, carne bianca, carne rossa e dolci) sono gli alimenti che pesano maggiormente sulle risorse di madre natura. Al contrario, gli alimenti di base del modello, frutta e ortaggi, sono anche quelli che rispettano di più l’ambiente. Nel calcolo dell’impronta ecologica ha suscitato inoltre interesse il consumo idrico a cui i piatti che mangiamo contribuiscono in modo più o meno negativo. Per questo sempre Barilla Center For Food e Nutrition ha inoltre ideato la piramide idrica che indica il consumo di acqua relativo a ciascun alimento. Per calcolarlo sono state studiate 3 tipi di impronte idriche quali:

l’impronta idrica “verde”. Rappresenta l’acqua piovana evaporata durante le fasi di produzione;

l’impronta idrica “blu”. Si tratta dell’acqua utilizzata che non torna al corso d’acqua da cui proviene;

l’impronta idrica “grigia”. Questa rappresenta il volume di acqua che viene inquinata per produrre l’alimento.

Anche qui, come per il modello precedente, è venuta fuori una piramide rovesciata in cui la carne rossa presenta ancora l’impatto ambientale più elevato. Basti solo pensare che per produrre un chilo di questo alimento occorrono 15.000 litri d’acqua.
Negativa risulta inoltre la performance dei dolci, i quali consumano qualcosa come 3.000 litri di quello che ormai viene definito l’”oro blu”.
Risulta invece minore l’impronta idrica prodotta da frutta e ortaggi (rispettivamente 600 e 100 litri per ogni chilo di prodotto). E allora, visto che è il periodo per rimettersi in forma  in vista della prova costume, perché non cominciare a praticare un’alimentazione che rispetti anche l’ambiente? E in caso, perché non iniziare proprio da una bella dieta mediterranea che tutto il mondo ci invidia? A noi la scelta.
tratto da : lowimpact.it

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