Verde e’ vita

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1.  VERDE E CITTÀ a cura del   dott. L. Strani.

1.1  Città amiche del verde, amiche dell’uomo

Seri problemi ecologici investono in modo sempre più diretto le città: il crescente inquinamento dell’aria e dell’acqua, i cambiamenti del clima, il rumore, il caos del traffico e i rifiuti stanno diventando problemi quotidiani sempre più preoccupanti per i loro abitanti.

La degradazione fisica degli elementi ecologici della città (l’aria, l’acqua, il suolo, la flora, la fauna e lo stesso uomo) e del tessuto urbano (edifici e strade) si accompagna a un deterioramento dei valori umani e sociali come cattiva qualità della vita, isolamento, violenza.Il verde in città, se ben gestito, può alleviare la gravità dei problemi.

-1.2  Le funzioni del verde

La funzione ecologica e di lotta contro i fattori dell’inquinamento

È necessario ricordare, per meglio apprezzare le capacità di azione della vegetazione, che la superficie fogliare può arrivare a cinque volte quella del suolo occupato e che la superficie di scambio si moltiplica ancora per dieci volte considerando le superfici interne delle foglie a contatto con l’esterno.

Le funzioni svolte dal verde sono le seguenti:

– la vegetazione ha una funzione di regolazione bioclimatica permettendo l’umidificazione dell’aria attraverso il processo di traspirazione dell’acqua assorbita dalle radici nel suolo e l’opera mitigatrice nei confronti della temperatura e dell’assolazione nei mesi più caldi.

– La vegetazione contribuisce alla regolazione del regime delle acque; esercita un’azione di difesa contro l’erosione superficiale del suolo grazie alla captazione delle piogge con la chioma e al potere di trattenimento del terreno con le radici, inoltre ne accresce le capacità di ritenzione idrica e di alimentazione delle falde. L’acqua è un bene sempre più raro e prezioso e solo nelle superfici verdi o libere filtra nel sottosuolo verso la falda freatica venendo così sottoposta a depurazione naturale mentre in parte evapora lentamente assicurando una ulteriore umidificazione dell’aria.

– La vegetazione migliora la qualità dell’aria grazie all’attività naturale del fogliame che elimina i gas tossici e fissa le polveri; in una strada urbana ben alberata il pulviscolo è abbattuto per 1/3 rispetto a strade analoghe non alberate e, se è pur vero che la frazione fissata nelle foglie viene a cadenza annuale rimessa in ciclo, la frazione traslocata nel legno è immobilizzata per tempi molto lunghi; Questa azione può corrispondere anche a una depurazione batterica grazie all’emissione di sostanze volatili con potere germicida (Bussotti et al., 1985).

Le piante legnose inoltre regolano la concentrazione dell’anidride carbonica dell’aria immobilizzando il carbonio nel legno; in assenza di esse il tasso di CO2 nell’aria sarebbe maggiore con un ulteriore aggravamento dell’effetto serra.

– La vegetazione esalta la biodiversità perché custodisce in se differenti patrimoni genetici vegetali e offre allo stesso tempo ricovero e nutrimento a molti animali, alcuni di essi utili per la lotta biologica a specie infestanti o parassite.

– La vegetazione contribuisce alla lotta contro il rumore ostacolando la propagazione del suono; l’abbattimento dell’inquinamento acustico è nell’ordine di pochi decibel che possono tuttavia essere determinanti se relativi al rumore di fondo di un complesso abitato; l’efficacia di questo naturale muro antirumore dipende dalla specie, dallo spessore e densità della fascia di verde e soprattutto dalle modalità di piantagione.

Un esempio numerico ci aiuta a capire meglio l’importanza delle piante in città:

Un faggio di 100 anni, con una superficie fogliare di circa 7000 mq, assorbe nel corso di un’ora 2.5 kg di anidride carbonica contenuti in 4800 mc d’aria e libera 1.7 kg di ossigeno nell’atmosfera utilizzando durante questo processo 25400 J (6075 cal) di energia solare, coprendo così i bisogni di ossigeno di 10 abitanti di una città.

Oltre a ciò quest’albero libera in una calda giornata estiva, nel processo di traspirazione, 300-400 dmc d’acqua nell’atmosfera, modificando l’umidità dell’aria dal 40 al 70% e quindi il microclima di un volume d’aria di 8000 mc, corrispondente a quello di un grosso cortile. Inoltre, nel corso della sua vita, questo faggio centenario “pulisce” un volume d’aria uguale a quello di 80000 case unifamiliari con cubatura media di 500 mc, cioè di circa 40 milioni di mc d’aria.

La funzione di equilibrio fisico e psicologico dell’uomo

Gli spazi verdi hanno un importante ruolo nel mantenimento dell’equilibrio psichico dell’uomo perché in essi si può godere di un alto grado di libertà e di interazione con la natura.

Le piante offrono un’ampia gamma di colori, forme e profumi; creano un ambiente diversificato e ricco di stimoli nel quale i bambini trovano le migliori condizioni per lo sviluppo della psiche e della sensibilità, e gli adulti luoghi privilegiati per l’attività fisica, la distensione e l’incontro.

Gli spazi verdi permettono all’uomo, con il richiamo costante ai cicli biologici (germogliamento, fioritura, caduta delle foglie) di ricollocarsi nell’universo vivente al quale appartiene e riferire a ritmi biologici il passare del tempo.

La funzione estetica

Il verde permette di migliorare paesaggi urbani che sono spesso un deserto di cemento esaltandone la complessità visiva; qualifica l’immagine della città e la rende più attrattiva nei confronti di visitatori e imprenditori dei quali può condizionare le scelte economiche.

L’albero in particolare, data la sua lunga permanenza nell’ambiente può identificare un angolo di città, una via o una piazza e assumere un preciso valore storico architettonico essenziale nel disegno di un paesaggio come i cipressi di Bolgheri o il pino sul golfo di Napoli.

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