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Oasi e riserve del WWF Italia

Attraverso un sistema di 50 Oasi e Riserve il WWF gestisce oltre 20.000 ettari di territorio.

Gli obiettivi prioritari di questa operazione sono:

– la conservazione di ecosistemi rari o minacciati, di aree di particolare valore naturalistico e habitat di specie in pericolo di estinzione;

– la sensibilizzazione e l’educazione alla conservazione della natura;

– lo sviluppo di una ricerca scientifica attenta all’ equilibrio naturale e la dimostrazione di tecniche di gestione di aree naturali protette a beneficio di tutti

I Numeri delle oasi del WWF

Premessa strategica

Che cos’è un’oasi WWF

Flora e fauna

La gestione

Superficie protetta e stime ambientali

Le grandi operazioni

Mappa delle oasi

Le oasi del WWF sono tra gli ultimi lembi di territorio del nostro paese dove ancora si puo’ ancora entrare in contatto con la bellezza di una natura incontaminata.

Il WWF gestisce queste aree di interesse naturalistico per tutelare campioni di ecosistemi particolarmente rari e minacciati e habitat di specie in via di estinzione, creare strutture per l’educazione ambientale e la divulgazione dei problemi della coservazione dell’ambiente naturale, fornire materiale per la ricerca in campo ecologico e naturalistico e per lo studio di modelli alternativi per la gestione del territorio e delle risorse naturali.

I numeri delle oasi del WWF

120 circa sono le persone coinvolte: Guardie, Collaboratori, Direttori, Obiettori di Coscienza, Volontari

2 miliardi sono i costi di gestione annuali

3 sono i Ministeri coinvolti: Marina Mercantile, Ambiente, Agricoltura e Foreste

300.000 sono i visitatori annui, in particolare giovani delle scuole

100 circa sono le specie animali e vegetali, considerate rare o in pericolo in Italia e ospitate nelle Oasi WWF

8.700 sono gli ettari di zone umide protette dalle Oasi e riguardano 6 laghi, 3 lagune, 8 fiumi, decine di stagni, chiari, pozze, ruscelli, torrenti, laghetti

17 sono le Regioni dove e’ presente almeno 1 oasi del WWF; per fasce geografiche si distribuiscono: 28 al centro, 18 al nord, 16 al sud

100 circa sono i Comuni interessati alla gestione

3.500 sono gli ettari di proprieta’ dell’Associazione

1968 anno di istituzione della prima Oasi WWF, il Rifugio faunistico e oggi Riserva Natuale dello Stato del Lago di Burano

62 le aree attualmente inserite nel Sistema delle Oasi del WWF Italia

25.000 gli ettari protetti dalle Oasi WWF che comprendono coste, laghi, fiumi, stagni, paludi, boschi, montagne, campagne, spiagge, macchie

1 isola: quella Razzoli

11 sono le Cooperative di servizio di giovani locali che lavorano per il WWF nelle Oasi

40 sono i chilometri di costa protetti dal WWF

4.000 sono gli ettari che appartengono a Zone umide di importanza internazionale

16.500 gli ettari di territorio gestiti direttamente, 7000 in collaborazione o posti sotto l’egida dell’Associazione; 1.500 sono rifugi

14 le specie presenti nelle Oasi e dichiarate in pericolo di estinzione dalla Lista Rossa dell’IUCN; sono: Pelobate fosco, Cervo sardo, Rana di Lataste, Lontra, Macaone sardo, Lupo, Camoscio d’Abruzzo, Chiocciola, Gambero di fiume, Testuggine terrestre, Nibbio reale, Gabbiano corso, Vipera dell’Orsini, Natrice dal collare sarda

Premessa strategica

La gestione di aree protette e’ il piu’ grande progetto di conservazione del WWF Italia.

La scelta, avvenuta con la nascita stessa dell’Associazione nel nostro paese e che contraddistingue il WWF dalle altre organizzazioni ambientaliste, fa riferimento ad uno dei punti chiave del documento “Caring for the Earth” (Prendersi cura della Terra).

Strategia per un vivere sostenibile – promosso da IUCN, UNEP, WWF.

Il documento enuncia tale principio:

Le aree protette vengono istituite per salvaguardare rilevanti esempi del nostro patrimonio culturale o naturale per la loro stessa importanza, per la conservazione dei sistemi basilari per la vita e la diversita’ biologica e per il godimento umano.

Possono esservi varie categorie di aree protette, ognuna in grado di fornire benefici diversi.

Ogni paese dovrebbe costituire un esteso sistema nazionale di aree protette che comprenda varie di queste categorie.

COMPITI E BENEFICI DI UN SISTEMA DI AREE PROTETTE

Un sistema di aree protette e’ il cuore di ogni programma che cerchi di proteggere la diversita’ degli ecosistemi, delle specie e delle risorse genetiche selvatiche e nello stesso tempo proteggere le grandi zone naturali del mondo per il loro valore intrinseco, quali fonti di ispirazione e di gioia.

Un Sistema di aree garantisce la salvaguardia di:

– ecosistemi sia naturali che modificati che sono fondamentali al mantenimento delle funzioni essenziali per la vita, alla conservazione di specie, alla difesa di valori intrinsechi e di ispirazione ed alla ricerca scientifica;

– paesaggi particolarmente importanti dal punto di vista culturale (comprendendo tra questi i luoghi che evidenziano un rapporto armonico tra l’uomo e la natura), monumenti storici ed altri luoghi che appartengono al patrimonio universale in zone edificate;

– un uso sostenibile delle risorse naturali negli ecosistemi modificati;

– usi tradizionali, sostenibili, degli ecosistemi in zone consacrate o tradizionalmente coltivate dalle popolazioni indigene;

– usi ricreativi ed educativi degli ecosistemi naturali, modificati e coltivati.

Le aree protette sono particolarmente importanti per lo sviluppo quando:

– proteggono il terreno e le acque in zone particolarmente vulnerabili all’erosione se il manto vegetale viene depauperato, specialmente sui ripidi pendii dei bacini idrografici piu’ elevati e lungo le rive dei fiumi;

– regolano e depurano il flusso delle acque, soprattutto proteggendo le zone umide e le foreste;

– difendono le popolazioni dai disastri naturali come alluvioni ed eventi metereologici violenti; questa azione di difesa e’ svolta principalmente dalle foreste spartiacque, dalle zone umide fluviali, dalle barriere coralline, dalle mangrovie e dalle zone umide costiere;

– proteggono la vegetazione naturale su terreni che sono scarsamente produttivi e ben poco potrebbero dare alla comunita’, se trasformati;

– conservano specie e risorse genetiche naturali importanti per la medicina;

– proteggono specie e popolazioni particolarmente sensibili all’impatto umano;

– garantiscono un habitat indispensabile per riprodursi, nutrirsi e riposare a specie migratrici o minacciate che sono oggetto di sfruttamento;

– procurano impiego e benefici economici, particolarmente grazie al turismo.

Che cos’è un’oasi WWF

Le Oasi WWF sono una categoria importante e spesso determinante di aree protette in Italia.

Oltre il valore degli ambienti naturali, le Oasi hanno sempre svolto vari ruoli sul territorio: di educazione, di sensibilizzazione, di sperimentazione, di ricerca, di promozione, del WWF e dei temi della conservazione.

In molte regioni sono state e sono ancora l’unico esempio di area protetta e fungono quindi da modello per le future politiche governative di tutela ambientale.

LE AREE PROTETTE DEL WWF

Gli obiettivi prioritari del Sistema delle aree protette del WWF Italia si possono riassumere nelle fasi seguenti:

– conservazione di campioni rappresentativi di ecosistemi particolarmente rari o minacciati, aree di eccezionale valore naturalistico ed habitat di specie in pericolo di estinzione;

– sensibilizzazione ed educazione alla conservazione della natura;

– sviluppo dell’opportuna ricerca scientifica per la conservazione anche in rapporto allo studio di tecniche di utilizzazione razionale delle risorse naturali;

– sviluppo ed esemplificazione dimostrativa di tecniche di gestione di aree protette.

IL TIPO DI AREE

Sotto il profilo della tipologia di gestione del WWF, le aree vengono suddivise nelle seguenti categorie: OASI e RIFUGI.

Le Oasi possono essere:

GESTITE DIRETTAMENTE

Si tratta di aree di proprieta’ dell’Associazione o gestite sulla base di affitti, concessioni, accordi con proprieta’ pubbliche e private;

GESTITE IN COLLABORAZIONE CON ALTRI ENTI

In questo caso si tratta di aree nella cui gestione il WWF interviene come membro di un comitato oppure come consultente tecnico-scientifico oppure ancora come supporto per gli aspetti didattico-educativi.

POSTE SOTTO L’EGIDA DEL WWF

Vale a dire aree in cui il WWF esercita una supervisione particolare sugli aspetti naturalistici della gestione.

I Rifugi:

In queste aree la gestione e’ limitata: o sono zone dove vengono svolte azioni particolari o sono il risultato o l’oggetto di progetti finalizzati. Comprendono inoltre le piccole aree e le Oasi urbane.

Flora e fauna

Alla diversita’ degli ambienti protetti corrisponde ovviamente una presenza ricchissima e differenziata di specie animali e vegetali.

In generale va pero’ sottolineata l’importanza delle Oasi in rapporto ad alcune specie rare o in via di estinzione: per queste, si e’ attivato un programma di conservazione che va oltre la singola protezione e per alcune si sta studiando addirittura il ritorno in natura negli ambienti adatti.

Tra gli animali dichiarati in pericolo dalla Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ben quattordici specie sono ospitate nelle Oasi: il lupo, la lontra, il cervo sardo, la rana di Lataste, Papilio hospiton (un macaone sardo), il gambero di fiume, la testuggine terrestre, la chiocciola, il camoscio d’Abruzzo, il nibbio reale, il gabbiano corso, la vipera dell’Orsini, la natrice dal collare sarda, cosi’ come un centinaio circa di specie rare o in estinzione in Italia.

Di particolare importanza sono i nuclei di lontra che vivono nelle Oasi fluviali e che sommate insieme corrispondono alla piu’ numerosa popolazione esistente nella nostra penisola; analoga importanza rivestono i lupi che vivono sui Monti Picentini, le popolazioni di rana di Lataste tipiche delle Oasi lombarde e di Alvisopoli, quella di cervo sardo, una delle ultime sopravvissute in Sardegna, gli esemplari di orso che frequentano la Maiella orientale.

Va segnalato anche il ritorno del camoscio di Abruzzo sulla Maiella, primo passo per un progetto piu’ grande e che vedra’ la specie ripopolare il suo antico areale. A tutto cio’ si aggiungono presenze meno conosciute, ma non per questo meno importanti, all’interno delle quali alcuni rari endemismi.

Anche la flora comprende specie particolarmente preziose come le piante tipiche degli ambienti umidi e tra queste alcuni fiori oggi in netta diminuzione quali il campanellino estivo, il nannufaro, il butomo e tante altre;

importanti le presenze di: asfodelo giallo, raro in Italia (Maiella orientale), della rarissima aquilegia di Re Otto, limitata alla Maiella e al Parco Nazionale d’Abruzzo (Maiella orientale); stella alpina appenninica (Maiella orientale);

androsace abruzzese e genziana della Maiella, entrambi endemismi (Maiella orientale); papavero alpino (Maiella orientale);

della felce Osmunda regalis (Tor Caldara); della rarissima erica pugliese (Cesine) che lungo le coste del Salento ha il limite occidentale del suo areale;

dell’ofride cornuta, tipica della Grecia e presente in due sole localita’ del Salento e l’ofride di Candia, tipica dell’isola di Creta (Cesine), della camomilla d’Otranto (S. Giuliano), endemismo rarissimo;

della rarissima vallonea (Cesine), una quercia in via di estinzione;

della Centaurea pullata (Palo), primo ritrovamento per l’Italia;

del brugo, un’erica nordica che ad Orbetello e’ presente con la stazione planiziale piu’ meridionale;

la quercia spinosa e Ipomea sagittata limitate a piccole zone della Puglia;

un elicriso tipico di Monte Arcosu e numerose orchidee tra cui alcuni ibridi endemici.

Di grande valore, infine, i magnifici esemplari di tasso e agrifoglio, le fasce a pino mugo, i residui di bosco igrofilo, alcune stazioni relitte di betulla e abetine relitte sull’Appennino centro-meridionale.

Questi sono soltanto alcuni esempi di un mondo ricchissimo, prezioso, spesso nascosto e raro.

La gestione

L’obiettivo costante della gestione delle aree protette e’ non solo la conservazione attenta degli ecosistemi naturali, ma anche la loro fruizione corretta, il miglioramento delle condizioni ambientali, lo studio e la ricerca scientifica.

Con chiaro ed opportuno intento divulgativo, tutte le attivita’ promosse, realizzate o in corso di realizzazione all’interno dei singoli territori tutelati, sono evidenziate dai testi pubblicati a cura delle Oasi stesse.

Il primo e principale obiettivo, come si e’ detto, e’ quello di tutelare l’ambiente naturale in tutte le sue componenti.

La sorveglianza e il controllo del territorio sono affidati al personale specializzato che opera in prima persona o, in alcuni casi, in collaborazione con altri Enti.

Il secondo obiettivo e’ la corretta fruizione dell’ambiente naturale; cio’ avviene tramite l’utilizzo di apposite strutture, studiate per favorire la conoscenza degli aspetti naturali dell’Oasi e allo stesso tempo per evitare il sia pur minimo disturbo alla fauna ed alla flora.

Il WWF e’ stata la prima Associazione a introdurre sistemi di osservazione della fauna quali capanni, torri e camminamenti, sempre costruiti con materiali naturali e ben inseriti nel paesaggio.

Ogni area e’ fornita di un percorso di visita dove il pubblico viene accompagnato e lungo il quale la guardia o la guida illustra le caratteristiche principali dell’area e i concetti fondamentali di conservazione e di evoluzione dell’ambiente naturale.

In alcuni casi, sono stati allestiti sentieri natura completi di tabelle didattiche, cosa che consente alle persone di effettuare da sole la visita.

Di recente sono state allestite nuove strutture di fruizione: “percorsi entomologici” e “giardini botanici”. Rappresentano la prima esperienza in Italia ed in Europa e hanno ottenuto un grande successo e riscontro per la facilita’ di “lettura” dei fenomeni e per lo stimolo ad approfondire determinati argomenti.

In alcune Oasi sono state organizzate strutture per gli handicappati.

Di grande importanza e’ stata poi l’organizzazione di “aree faunistiche” che hanno il duplice ruolo di far conoscere specie animali difficilmente osservabili in natura e di creare nuclei riproduttori per futuri reinserimenti in natura.

Alcune Oasi, particolarmente vulnerabili, sono invece chiuse al pubblico; nella stagione estiva, questo provvedimento e’ allargato a quesi tutto il sistema allo scopo sia di evitare il disturbo alla fauna in riproduzione sia di permettere la manutenzione delle strutture di visita.

L’accesso al pubblico e’ autorizzato in periodi, giorni ed ore prefissate, che possono variare a secondo dell’area; e’ prevista la corresponsione di un diritto di ingresso, che va a favore delle opere di gestione dell’area e delle attivita’ di protezione della natura.

Particolari facilitazioni sono previste per i soci e per le scolaresche. In appositi Centri visite, all’interno dell’Oasi, viene diffuso il materiale informativo o di propaganda dell’area e del WWF in generale. Inoltre, in alcune Oasi sono presenti edifici adibiti a foresteria dove il visitatore puo’ pernottare per alcuni giorni.

Tornando ai giovani: numerose sono le attivita’ dedicate alle scuole; uno degli scopi principali del WWF e’ infatti l’educazione dei futuri adulti e in tal senso vengono organizzate gite a scopo didattico, curate e coordinate da personale specializzato o dallo staff dell’area protetta.

All’interno delle Oasi sono in corso di realizzazione appositi Centri di educazione ambientale dove, oltre alla visita ed allo studio sul campo, si possono svolgere incontri informativi, con proiezioni di film, audivisivi e con lezioni teoriche, condotte da docenti interni o esterni. In alcune Oasi si organizzano settimane verdi e campi scuola estivi dedicati alle scuole o a singoli gruppi di giovani.

La conservazione dell’ambiente naturale prevede anche il ripristino delle originarie condizioni naturali; in questo senso vengono effettuati interventi di recupero e di miglioramento del territorio, predisposti progetti di salvaguardia di singole specie e di reintroduzione di specie estinte.

Da tempo, oltre alle normali attivita’ di gestione dell’area protetta, sono state promosse attivita’ di produzione per dimostrare che la tutale severa dell’ambiente naturale puo’ essere armonicamente integrata a un utilizzo corretto delle risorse rinnovabili. Si passa cioe’ dalla ricerca di sistemi agricoli compatibili con la conservazione delle vicine aree allo stato naturale, alla gestione della pesca in equilibrio con un delicato ambiente palustre.

Un ulteriore importante compito che viene portato avanti e’ la ricerca scientifica condotta da esperti dell’Associazione, da strutture scientifiche collegate, da ricercatori e da studenti universitari.

Tra i numerosi progetti di ricerca curati direttamente dal WWF, hanno priorita’ quelli riguardanti le specie e gli ambienti minacciati, cosi’ come lo studio di particolari sistemi di miglioramento dell’ambiente naturale.

Il frutto di tutte queste esperienze e sperimentazioni gestionali viene esteso a piu’ aree e funge da modello per Enti e strutture che si accingono a tutelare nuovi territori; in questo campo il WWF promuove studi di sistemi alternativi per la gestione del territorio e delle risorse naturali.

Piano di gestione

Le attivita’ e i programmi sono il risultato di uno studio preliminare, di verifiche sul campo, di acquisizione dati, di proiezioni e sperimentazioni; il tutto viene raccolto nel “Piano di gestione”, uno strumento di lavoro fondamentale per ottenere i migliori risultati e centrare gli obiettivi previsti dalla tutela di un ambiente naturale.

Superficie protetta e stime ambientali

Il territorio protetto nelle 62 Aree gestite dal WWF e’ di circa 25.000 ettari, di cui:

– circa 16.500 ettari sono gestiti direttamente

– circa 7.000 ettari in collaborazione con altri Enti o posti sotto l’egida

– circa 1.500 sono Rifugi

– il territorio protetto di proprieta’ dell’Associazione e’ di 3.500 ettari:

. Monte Arcosu

. Vanzago

. Valpredina

. Lago Secco (parte)

. Siculiana (parte)

. Orbetella (parte)

. Inghiaie

. Montovolo

. Orti Bottagone

E’ importante sottolineare che le aree protette comprendono esempi numerosi di ambienti naturali, spesso ridotti a piccoli frammenti e, proprio per questo, ancora piu’ importanti. Gli ambienti piu’ significativi sono le zone umide, la costa, i boschi planiziali e le Aree montane.

Le zone umide

Sono tra gli ambienti piu’ minacciati non solo della nostra penisola, ma anche dell’intero pianeta.

Attraverso la gestione delle aree protette, il WWF Italia ha attivato concretamente una campagna internazionale a salvaguardia di queste aree, promossa alcuni anni fa. Attualmente le zone umide protette raggiungono circa 8.700 ettari.

Di queste aree, ben 9 sono di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, finalizzata alla tutela dell’habitat e della avifauna acquatica, lanciata nel 1971 e ratificata da numerosi Governi, compreso quello italiano.

Le aree riconosciute a livello internazionale sono quelle di Punte Alberete, Marano Lagunare, Orbetello, Burano, Angitola, Bolgheri, Le Cesine, Valle Averto, Torre Guaceto per un totale di circa 4.000 ettari.

La costa

Anche l’ambiente costiero e’ purtroppo sopravvissuto unicamente in piccoli frammenti anch’essi a rischio; su un totale di 8.000 km di coste della nostra penisola, almeno di due terzi sono andati distrutti.

I tratti di costa protetti dal WWF costituiscono circa 40 km di falesie e spiagge, di ambienti retrodunali e complessi boschivi a macchia e a foresta primaria; dal 1992 si e’ aggiunta anche un’isola: Razzoli, nell’arcipelago de La Maddalena.

I boschi planiziali

Per quanto riguarda i boschi planiziali, basta ricordare che, dell’antico dominio forestale che copriva la parte pianeggiante della nostra penisola, sono rimasti solo piccolissimi tasselli, vere Oasi sopravvissute alla distruzione ed al degrado.

Alcuni di questi sono tutelati dal WWF: ricordiamo, tra le altre, Vanzago, Punte Alberete, Palo, Macchiatonda, Macchiagrande, Alvisopoli, Tor Caldara, Bosco Tenso.

Le Aree montane

Delle Aree montane va ricordata la faggeta del Monte Polveracchio che ospita una stazione relitta di betulle, l’area di prateria con rare mughete nella Riserva della Maiella Orientale e l’abetina secolare dell’Oasi di Rosello.

Va inoltre ricordato che il WWF e’ il primo, e per ora quasi unico, gestore di Aree protette marine.

Le grandi operazioni

– La protezione di circa 8.500 ettari di zone umide che costiuiscono un patrimonio insostituibile e unico nel suo genere e che rappresentano un contributo concreto alla salvaguardia degli ambienti piu’ minacciati d’Italia e del pianeta.

– La protezione di 40 km di coste, e di un’isola, altri ambienti che hanno subito gravissimi e quasi irreversibili manomissioni; in Italia piu’ dei 2/3 di coste sono andate distrutte e quello che resiste e’ anch’esso minacciato; le Oasi WWF tutelano campioni rappresentativi di tipi di costa presenti in Italia.

– La protezione di aree di grande importanza vegetale: dell’antico dominio forestale, che ricopriva la parte pianeggiante della nostra penisola, sono rimasti piccolissimi tasselli, vere Oasi che sono sopravvissute alla distruzione ed al degrado; alcuni di questi preziosi frammenti sono tutelati proprio dalle Oasi WWF: ricordiamo tra le varie aree, Vanzago, Punte Alberete, Macchiatonda, Alvisopoli, Macchiagrande, Palo, Persano, ecc.

– L’acquisto di piccole aree, ma di grande valore come: l’Oasi di Orti-Bottagone, i Rifugi di Inghiaie e Montovolo.

– La realizzazione, nella Riserva regionale di Penne, in Abruzzo, del Centro Lontra WWF, una struttura adibita a centro di allevamento e promozione di questa rara specie di mustelide.

– 1985 – La piu’ grande operazione del WWF e’ l’acquisto del comprensorio di Monte Arcosu, di 3000 ettari, nel Sulcis in Sardegna; l’acquisto dell’area ha contribuito a salvare una fascia a foresta mediterranea tra le piu’ importanti dell’isola e una delle ultime popolazioni di cervo sardo ancora in buona salute e, da quando esiste la riserva WWF, in sensibile crescita.

– 1985 – La campagna “Coste e Rive” che ha portato all’acquisto di 42 ettari della Laguna di Orbetello; di un tratto della spiaggia di Siculiana in Sicilia; di un tratto di lago e di alcune sorgenti nell’Appennino centrale (Monti della Laga); altri piccoli territori sparsi in altre Oasi.

– 1990/93 – L’operazione “Camoscio d’Abruzzo” che ha riportato questa specie, in pericolo di estinzione e rifugiata nel solo Parco di Abruzzo, nel comprensorio della Maiella, nell’area di Lama dei Peligni, diventata Oasi WWF della Maiella Orientale, e sul Gran Sasso.

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